L'otturatore

l’otturatore è un dispositivo meccanico o elettronico che ha la funzione di controllare la durata dell’esposizione della pellicola o del sensore (nelle fotocamere digitali) alla luce.

La precisione dell’otturatore come strumento permette di ottenere risultati ripetibili e confrontabili. Si consideri che gli otturatori moderni riescono a raggiungere tempi di otturazione fino a 1/4000 sec.

Gli otturatori di due principali tipi:

  1. otturatori centrali
  2. otturatori a tendina

Al primo tipo corrispondono tutti gli otturatori dotati di lamelle disposte a raggiera, in modo simile a quelle del diaframma.

 

esempio di otturatore centrale, posto all’interno dell’obiettivo.

 

Il secondo tipo è un otturatore composto da due superfici di stoffa o metallo disposte parallelamente lungo il piano focale, che scorrono orizzontalmente o verticalmente creando una fessura che rende possibile il passaggio della luce fino al piano focale.

otturatore a tendina

otturatore a tendina

Se il tempo di otturazione è adeguatamente lungo, la prima tendina apre la fessura, raggiunge il fine corsa e solo dopo parte la seconda tendina che copre la pellicola concludendo l’esposizione, fornendo un’esposizione omogenea a tutte le parti esposte della pellicola o del sensore digitale.

Nel caso l’otturatore venga impostato per effettuare esposizioni più rapide, la seconda tendina viene azionata durante la corsa della prima, quindi la pellicola non viene esposta contemporaneamente lungo tutto il fotogramma, ma solo attraverso la fessura, formatasi dal ritardo fra la prima e la seconda tendina, che scorrerà lungo tutta la lunghezza del fotogramma.

 

schema di funzionamento dell’otturatore a tendina.

 

Il tempo di otturazione, come vedremo oltre, unitamente al diaframma ed alla sensibilità, è un fattore indispensabile per determinare la corretta esposizione. L’uso creativo dei tempi di otturazione permette, impostando tempi lenti, di catturare ed esaltare il movimento del soggetto (mosso creativo), oppure scegliendo un tempo rapido si può fissare (congelare) un soggetto in movimento e aumentare la nitidezza dell’immagine.

Nelle fotocamere, i tempi dell’otturatore sono selezionabili attraverso una ghiera normalmente posta nella parte superiore dell’apparecchio, oppure, negli apparecchi elettronici, attraverso il software interno.

Una tipica serie di tempi (o velocità) di otturazione in frazioni di secondo è la seguente:

 

30" - 16" - 8" - 4" - 2" - 1" - 1/2" - 1/4" - 1/8" - 1/15" - 1/30" - 1/60" - 1/125" - 1/250" - 1/500" - 1/1000" - 1/2000" - 1/4000"

 

Nella scala dei tempi ogni valore è circa la metà di quello che lo precede ed circa il doppio di quello successivo. I calcoli, quindi si fanno tutto sommato facili, bisogna considerare sempre il raddoppio o il dimezzamento dei tempi.

Di norma i valori inferiori al secondo sono rappresentati dal solo denominatore della frazione: 1/125 diviene 125. Come vedremo meglio in seguito anche per la scala dei diaframmi, l’intervallo tra i diversi valori della scala dei tempi di otturazione viene indicato in gergo stop, se tra essi intercorre il dimezzamento o il raddoppio del tempo di riferimento. Ad ognuno di questi intervalli discreti corrisponde il reciproco dimezzamento o raddoppio della quantità di luce che investe il piano focale. L’intervallo di 1 stop può anche essere espresso dall’unità di misura E.V. (valore esposimetrico).

Per esempio, aumentando di 1 stop il tempo di otturazione, senza variare il valore di apertura del diaframma, si aumenta di un 1EV l’esposizione calcolata dall’esposimetro, il che significa raddoppiare (2X) la quantità di luce che penetra attraverso l’obiettivo. Ma se contemporaneamente chiudo di un 1 stop l’apertura del diaframma, per cui dimezzo la quantità di luce che penetra attraverso l’obiettivo, si ha una esatta compensazione e il valore esposimetrico (EV) rimane invariato.

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